Oggi la maggior parte delle persone non coglie la differenza fra digitare un URL ed effettuare una query nel proprio browser. È come se non cogliessero la differenza tra chiedere all'autista di un taxi "mi porti in via Dante 5" e "mi sa dire dov'è la libreria più vicina?". Questa confusione è stata creata dal browser di Google, che per primo ha permesso di inserire nella barra degli indirizzi, a scelta, sia il nome del dominio da raggiungere che le proprie domande al motore di ricerca. La sequenza in cui il gigante tenologico ha alterato il nostro modo di navigare è questa:
- comodità > confusione > dipendenza (dall'ecosistema Google, che nelle tenebre da lui stesso generate è diventato il nostro tutore).
Ciò dimostra, a contrario, che la sequenza della libertà, nell'era delle corporation informatiche, è la seguente:
- studio > conoscenza > padronanza (di sé e dei propri strumenti).